Wishes and Truth

La mia pazienza sta cedendo. Ossessioni, come arieti, spingono contro gli argini della mia razionalità, fino a sfaldare le barriere della mia mente. Un pensiero fisso irrompe: il tuo. Durante il giorno è come in sordina, accompagna le mie attività occupando solo una piccola parte dei miei neuroni… ma poi, appena smetto di fare qualcosa, ecco che ricompare, magari prima lento, poi prorompente. E’ un flusso ininterrotto, scorre dalla mattina alla sera.

Sinceramente, prima stavo più male: ora è strano, vorrei solo parlarti e cercare di trarre qualcosa da questa storia. Però questo pensiero mi rode di continuo, anche se è più distaccato di prima; in fondo mi devo autodifendere.

Sai cosa? Sono stanca. Sono stanca di stare male per gli altri. Sono stanca di stare male senza raggiungere niente. Ho bisogno di sapere come stanno davvero le cose, non posso più permettermi di sprecare del tempo. Io voglio realizzare i miei desideri. Eri tra i miei desideri, anche ora penso, ma questa distanza dev’essere interrotta: sarà ciò che ne risulterà da quest’auspicato avvicinamento a determinare i miei desideri. Voglio imporre la mia volontà ai miei sentimenti: con questo voglio dire che sarai completamente tra i miei desideri solo se sarò sicura di poterli realizzare. Sono giunta ad un punto in cui la mente è incondizionata, necessita solo di sapere per trarre delle conclusioni, pianificare il proprio futuro e realizzarsi. Può sembrare un comportamento calcolatore, ma qualsiasi essere umano abbastanza sensibile da provare del dolore in seguito a certe situazioni capisce che deve proteggersi; le nostre sensazioni sono quelle che contano, sono la chiave per raggiungere la conoscenza. Agli occhi degli altri certi comportamenti potrebbero risultare strani o perfino errati, ma tutto quello che faccio e che dico è così perché lo sento davvero, perché provo emozioni autentiche ed insostituibili, perché voglio imprimere nelle mie azioni e nei miei pensieri quel qualcosa di veritiero e profondo che può essere dato solo da sentimenti veramente provati. Cerco di fare col cuore quello che faccio, perciò se dico una cosa in quel momento penso davvero che sia così e basta, senza finzioni e falsità; e anche per questo basta poco per rendermi raggiante o disperata: io parto dal presupposto che tutto ciò che mi dicono sia vero, probabilmente ingenuamente, ma sono convinta che si debba credere alle persone. Quindi una sola parola viene da me decriptata, analizzata e contestualizzata, e il risultato va a incidere sul mio umore, poiché penso che quella parola contenga verità. E’ proprio la verità il nucleo pulsante: è a mio parere indispensabile in qualsiasi rapporto, inoltre onestà, lealtà e sincerità sono tra le qualità che più apprezzo e ricerco.

Tutto ciò ha dei lati negativi: basta poco appunto per abbattersi, magari solo una frase detta per caso senza pensarci su, ma che da me viene selezionata come verità insindacabile; oppure, e soprattutto, il senso di delusione, sconforto, sfiducia e amarezza nello scoprire che si è stati ingannati, quando cioè ciò che si è percepito non corrispondeva alla verità. Mi è stato detto di prendere le cose con più leggerezza, sulla scia del “se va bene ok, sennò si riprova da qualche altra parte”; è difficile per me, perché ogni fallimento è prima di tutto una sconfitta. Allora mi aggrappo, in questo mare di ossessioni, ad una convinzione: quella per cui, come provo facilmente e abbondantemente dolore, così posso toccare il cielo con un dito se me ne viene data la possibilità, provando emozioni sincere e alternando ricevere e donare questa felicità.